Appunti sul risparmio energetico

In Italia vi è una crescente preoccupazione derivante dal costante aumento dei prezzi dell’energia elettrica, ma non è solo per motivazioni economiche che è necessario un ripensamento dei consumi energetici.

La domanda mondiale di energia è in costante crescita e secondo le previsioni il trend non accennerà a diminuire nei prossimi anni. Questo vale anche per l’Italia.

Come viene prodotta l’energia elettrica nel nostro paese? Se escludiamo la produzione idroelettrica e la quota marginale dovuta  alle altre energie rinnovabili (essenzialmente eolica e fotovoltaica) da noi si ottiene l’80% dell’energia bruciando petrolio nelle centrali ENEL[1]. Energia che per il 30% circa viene dispersa (quindi sprecata) attraverso la rete di distribuzione. Accendendo una lampadina o ascoltando un CD noi contribuiamo all’aumento di produzione di CO[BP1], dell’effetto serra, dell’inquinamento atmosferico, del surriscaldamento del pianeta, ecc. ecc.

E’ ovviamente auspicabile che le energie rinnovabili possano aumentare in maniera consistente, d’altro canto è però necessaria una riduzione dei consumi, che spesso sono il frutto di un utilizzo irrazionale dell’energia. Molto si può fare nelle nostre case per una riduzione della bolletta della luce: questo è uno dei tanti casi in cui la sensibilità per i problemi ambientali si unisce ad un vantaggio economico.

Vediamo qui di seguito i principali accorgimenti. La maggior parte dei consigli sono immediatamente attuabili, non presuppongono alcun bagaglio tecnico specifico.

 

Il primo passo: consumare in maniera intelligente

 

  Prima di tutto bisogna considerare un concetto fisico fondamentale: la Potenza (espressa in Watt) è uguale all’energia fratto il tempo. Dato quindi un elettrodomestico di una certa potenza (ad esempio un phon di 1000 Watt) per calcolare l’energia che consuma dobbiamo moltiplicare la sua potenza per le ore in cui è in funzione. Da ciò deriva la constatazione che sui consumi incide sia la potenza, sia il tempo, per cui un apparecchio poco “potente” che però viene tenuto acceso in continuazione può incidere molto di più di un elettrodomestico energivoro usato saltuariamente.

  Il primo consiglio è quello di spegnere gli apparecchi quando non si utilizzano (spesso si lasciano accese le luci, i televisori, gli stereo..). Una abitudine frequente è quella di non spegnere  le spie di accensione degli apparecchi TV o dei computer. Esse consumano poco, pochissimo, ma sono in funzione 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno: alla fine si pagano anche quelle.

  Per quanto riguarda i grossi elettrodomestici la lavatrice rappresenta una delle voci più consistenti del consumo domestico. Cercare di fare lavaggi a pieno carico è una raccomandazione quasi scontata; se proprio non si può, esiste ormai in tutti i modelli il tasto economico “E” per carichi di biancheria fino a 2,5 kg. Alcuni modelli hanno anche un dispositivo di peso che regola automaticamente il tipo di lavaggio e i consumi. Anche la temperatura di lavaggio influisce, poiché la maggior parte dei modelli in commercio scalda l’acqua con una resistenza elettrica (nel modo più costoso): se i capi non sono molto sporchi è sufficiente lavare a 40°, in ogni caso è da evitare il lavaggio a 90° che oltretutto rovina i tessuti.

  Una vera croce per molte famiglie italiane:parliamo dello scaldaacqua elettrico, che fa aumentare considerevolmente il costo della bolletta. Il “boiler” consuma molto, sia perché l’acqua calda prodotta ha un prezzo più che doppio rispetto a quella prodotta con la caldaia a gas[2], sia perché lo si usa male.

  La cosa migliore è sostituirlo con una caldaia a gas o ancor meglio con i pannelli solari. Soprattutto nel primo caso il costo di investimento si ammortizza in breve tempo. Se ciò non è possibile si possono adottare i seguenti accorgimenti: regolarlo ad una temperatura “bassa” (a 40° C è più che sufficiente) per evitare di produrre acqua bollente e poi miscelarla con acqua fredda; accendere il boiler solo alcune ore al giorno (ad esempio per otto ore durante la notte): l’acqua calda si mantiene  a lungo ( a meno che non ci si faccia 3-4 bagni al dì , anche per tutta la giornata); spegnere lo scaldabagno quando ci si assenta da casa anche solo per un giorno. Sostituendo inoltre la parte terminale dei rubinetti dei lavandini con degli areatori o diffusori (si trovano nelle ferramenta e costano dalle 3.000 alle 10.000 £) di acqua, che miscelano il getto con dell’aria si consuma il 50% dell’acqua e, di conseguenza, il 50% di energia quando l’acqua è calda.

 

Prevenire è meglio che curare: apparecchi più efficienti

 

  Cominciamo dal piccolo: le lampadine a risparmio energetico. Esse sono più costose di quelle normali ad incandescenza (dalle 10.000 alle 30.000 £) ma durano 10 volte tanto (10.000 ore circa) e consumano l’80% in meno (per avere la stessa illuminazione è sufficiente comprare una lampadina con una potenza 5 volte inferiore). Il calcolo è presto fatto: ipotizzando di sostituire 8 lampadine “normali” da 100W e 4 da 40W con altrettante a risparmio da 20W e 7W, utilizzate in media 3 ore al giorno, otterremmo un risparmio annuale di 193.000£ per 10 anni (la durata delle lampadine)[3]. esse si usano come le normali lampadine; hanno però una luce un po’ diversa, più “fredda”.

  Al momento di scegliere i lampadari, è da tenere presente che quelli a più luci, generalmente rivolte verso l’alto (reminescenza - solo estetica- degli antichi candelabri) hanno una efficienza inferiore. Se si vuole avere la stanza illuminata sono da preferire i lampadari ad una sola luce rivolta verso il basso.

 

Per quanto riguarda gli elettrodomestici se si devono comprare nuovi fate attenzione all’”etichetta energetica”. Secondo una disposizione europea i rivenditori sono obbligati ad esporre su ogni elettrodomestico (per ora su frigoriferi e lavatrici, in seguito anche sulle lavastoviglie) una etichetta che indica la performance dell’apparecchio. Su di essa vi è indicata una lettera dalla A (minimo consumo) alla G (consumo massimo); questo per consentire al consumatore di valutare il suo acquisto non solo sulla convenienza immediata(il prezzo) ma anche sul risparmio nel tempo. Le differenze sono davvero consistenti: un frigorifero di classe A consuma mediamente 82.000 £ all’anno, uno di classe G  può arrivare alle 284.000£/anno[4]

 


[1] Dati ENEA

[2] Consumi e spese medie di una famiglia per l’acqua calda sanitaria

Fonte energetica

Componenti famiglia tipo

Consumo acqua persona(m3)/gg

Consumo acqua famiglia(m3)/anno

Consumo energetico a famiglia annuale

Spesa annuale IVA inclusa

BOILER (En. el.)

3.4

0.040

50

2380 KwH

1.190.000 £(1)

METANO

3.4

0.040

50

274.2 mc

370.200 £  (2)

(1)  con £/kWh = 500

(2)   con £/mc = 1350

 

 FONTE DATI: ANEA - Napoli

 

[3] Il calcolo è il seguente

lampadine a incandescenza

(8 • 100 W) + (4 • 40W) = 960W    3h = 2880 Wh (consumo giornaliero)

2880Wh • 365gg= 1051,2 KWh (consumo annuale)

lampadine a risparmio energetico

(8 • 20 W) + (4 • 8W) = 192W    3h = 576 Wh (consumo giornaliero)

576Wh • 365gg= 210,24 KWh (consumo annuale)

Risparmio energetico 840,96 Kwh

Risparmio economico  193.400£(1)

(1) ipotizzando una fascia di consumo  media, si applica il prezzo di £ 230/kwh

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